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Di Caprio il nuovo Newman: che ne pensate?
di cinegloria
29/09/2008 - 09:26


Su "La Stampa" di oggi, e a questo indirizzo, trovate un'intervista a Leonardo di Piero Soria intitolata Il nuovo Newman ricorda il vecchio: che ne pensate di un tale importante paragone? Riporto qui sotto l'articolo, dove l'ipotesi di Soria è più o meno circostanziata e appare molto più sfumata di quella del titolista...
Paul Newman e Leonardo DiCaprio erano due mondi a parte. Ma solo da un punto di vista generazionale: il primo ha combattuto in Marina nella Seconda guerra mondiale, il secondo è diventato adulto negli anni Novanta, quando il mondo si illudeva di aver trovato la pace e la prosperità. Newman è cresciuto recitando Tennesse Williams a Broadway e veniva dalla scuola del «method acting». DiCaprio è diventato una star con Titanic ed ha provato l’esperienza di essere il volto maschile più amato e desiderato del mondo intero nell’era della cultura delle «celebrities», quando ogni evento sembra ormai essere dominato dall’entertainment e attorno ai divi non c’è più nessun mistero. Newman ha sempre vissuto nella East Coast e lontano da Hollywood, DiCaprio è un figlio della California. Il primo ha continuato a correre in automobile nei circuiti anche quando sarebbe stato prudente dire basta, il secondo va in giro con una Prius, l’ibrida «ecologica» della Toyota, per provare che è uno che ha a cuore il destino del pianeta. Ma quando DiCaprio ha appreso della scomparsa di Paul Newman ha provato una grande emozione: «Non abbiamo un modello più grande di lui nella nostra industria del cinema».
In che senso è stato un modello?
«Penso che nessuno possa mettere in questione il fatto che ci ha regalato interpretazioni indimenticabili. Ma non c’è solo quello. Nel nostro mondo molti, non appena raggiungono il successo, perdono la loro bussola morale. Non è stato il caso di Paul Newman, uno che ha sempre saputo mantenere privata la sua vita privata e che, allo stesso tempo, non ha mai rinunciato a occuparsi dei problemi del mondo. Un uomo completo, vorremmo tutti poter lasciare il tipo di impronta che ha lasciato lui».
Quanto ha segnato la sua generazione di attori?
«Newman fa parte di quel gruppo di attori, con Marlon Brando, James Dean e Montgomery Clift, che hanno ridefinito che cosa significa essere un attore. Era uno che sapeva toccare diversi tasti allo stesso tempo e che, quando era sullo schermo, lo occupava completamente. La sua generazine ha influenzato Steve McQueen, Robert De Niro, Al Pacino e Jack Nicholson, che a loro volta hanno segnato la nostra».
Che è venuta alla ribalta in un periodo in cui l’ossessione per «celebrities» è ben diversa dai tempi di Newman...
«Completamente diversa, Internet ha raggiunto ormai livelli assurdi, tutto è pettegolezzo. Ai suoi tempi, potevi ancora isolarti. E conservare del mistero. Oggi, non più».
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